Aziende e blog, attenzione…
I flog (fake blog) hanno le gambe corte… Anche se mi piacerebbe poter chiarire un punto di vista sui blog “sponsorizzati”, nel senso che se è vero che il blog è nato come strumento indipendente e “vox populi” (anzi, di un singolo), questo non vuol dire che siano “veri” blog solo quelli che sparano a zero contro tutti e che una marca non abbia diritto di aprire una conversazione in forma di blog. L’importante è che venga fatto alla luce del sole, senza sostituzioni o invenzioni di personalità o di ruoli. Non trovo sbagliato che una marca scelga di parlare attraverso lo strumento del blog. Che questo tipo di comunicazione sia poi rilevante e seguita, è tutto da capire, ma almeno permessa, io ritengo che lo sia. Le “levate di scudi” mi suonano come quelle dichiarazioni di democrazia che, rivendicando l’utilizzo esclusivo di qualcosa per fini “democratici”, di fatto ne restringono l’utilizzo diventando pericolosamente simili ai… nazisti. Se sbraitiamo dicendo che i blog devono restare “liberi” e proprietà di una categoria di “indipendenti” (definita poi come?) finiamo per limitare la liberà di utilizzo di uno strumento. Non è che se la limitiamo a chi ci sta antipatico non sia una limitazione.
