Awareness Test
L’UGC diventa spunto per questa storia, in cui i film “rigirati” in casa sono lo spunto comico. Si tratta comunque dell’ennesima celebrazione dell’UGC, che in questo caso diventa “estetica” di riferimento per un autore cinematografico.
Su IMDB con un po’ di qualità in più.
Davide (too shy to blog?) ci segnala questo spot, realizzato da Nick Haley, un diciottenne appassionato di Macintosh e iPod da sempre.
Per pura passione e divertimento personale ha realizzato questo spot e lo ha messo su youtube.
Come ha reagito la Apple?
Lo ha contattato e … ha affidato alla Tbwa il compito di rigirare il video, con la consulenza del ragazzo. Lo spot è in onda sulla tv americana già da un paio di settimane.
Bell’esempio di User Generated Content!
Provate a cercare Ron Paul su Digg, Eventful, Facebook, Flickr, Meetup, MySpace e YouTube, alcuni fra i principali tool del “Web 2.0″. Scoprirete come questo candidato alla Presidenza degli USA li sta sfruttando intensamente.
Ah, ha anche un blog su Typepad.
C’è un’agenzia digitale che dice di aver trovato la chiave segreta per realizzare la comunicazione interattiva di successo. Se vi interessa guardate e ascoltate qua.
Videocounter è un’applicazione per tenere traccia delle visite dei propri video su diversi siti.
Adobe manda il suo “cavallo” (ha ha chi conosce la splash screen capisce la freddura) di razza Premiere a correre là dove gli utenti stanno. Una versione free e ridotta di Premiere sarà infatti disponibile su due dei principali siti di video generati dagli utenti. Uscite dai desktop, tutti sul web, applicazioni! La notizia qui.
Uno dei tool per salvare i contenuti di YouTube in locale. Se ne avete altri postateli qui.
YouTube sta ipotizzando di inserire advertising come "pre-roll" video, ovvero: dopo che pazientemente si è aspettato per il loading, la prima cosa che si vede è pubblicità. Il modello per dare visibilità alle brand non dovrebbe essere questo, però, pena la perdita di valore potenziale di YouTube come arena nella quale giocare la battaglia dei contenuti, ma la capacità per le aziende di creare video di contenuto interessante in cui la marca sia parte del contenuto e non siparietto iniziale o finale come nel beneamato Carosello. Già, e se… il futuro di YouTube fosse diventare Carosello?
Il video on demand sta assestando la propria offerta e, nell’attesa della convergenza in un’unica killer application (che dalla moltiplicazione dei device che si sta verificando sembra più lontana che mai), c’è chi si compra YouTube e decide che almeno in casa propria è meglio non fare confusione (Google dichiara che Google Video sarà solo un motore di ricerca e che i contenuti si appoggeranno su YouTube, dopo l’acquisto della community) e chi prepara un software aggregatore di contenuti di tipo televisivo, come Joost. Le scommesse sono aperte, guarderemo la TV sul PC, il PC nella TV o il pollo nella lavatrice?
Intanto una cosa è certa: la TV tradizionale sta proprio male. I bambini nati nell’era digitale ci chiedono di vedere un DVD, o i Muppets su YouTube, ma si inalberano quando non fermiamo la TV perché devono andare in bagno. Restate sintonizzati.
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