il punto

10 February 2009

TBWA\ per Pepsi

Filed under: Creative Culture - Agency.com Staff @ 22:26

Ho trovato questo da embeddare, mi sembra giusto nei confronti di Rob Schwartz di TBWA\ che ha fatto un gran lavoro. Sì, è uno spot.

12 January 2009

Storia di Internet

Filed under: Creative Culture - Agency.com Staff @ 17:02

La storia di Internet in un video


History of the Internet from PICOL on Vimeo.

16 December 2008

Creative Social dicembre

Filed under: Creative Social - Agency.com Staff @ 18:25

Ieri sera gli uffici di FullSix hanno ospitato il Creative Social di dicembre. In quest’occasione abbiamo rispolverato il pattern “That’s me that is”, routine del CS internazionale, in cui i partecipanti presentano se stessi con una recente case history.

Per motivi di tempo ieri non tutti i partecipanti hanno presentato, abbiamo avuto i contributi di Maurizio Mazzanti (E3), Simonetta de Brumatti (FullSix) e Massimo Carraro (Monkey Business).
Presto in un gruppo di Spaces sarà possibile vedere i documenti, io riassumo brevemente ciò che mi è rimasto impresso.

Maurizio ha presentato la “vita digitale” di “Walter Tching“, un utilizzo molto sapiente di Facebook in cui un profilo attivato con scopi di marketing (la promozione di un rum figiano) corrispondeva ad una persona reale, utilizzata per gli eventi on field, che aveva autorizzato l’agenzia alla pubblicazione del proprio profilo. Animando il profilo in modo realistico, rivelando senza problemi la finzione quando il patto fra utenti e “personaggio” si incrinava o era a rischio di conseguenze (es.: Walter era oggetto di richieste di appuntamenti), Walter ha costruito una tribù di italiani e figiani che hanno attivato la conversazione intorno alla marca.
Interessante lo spunto tratto da AllFacebook riguardo ai trucchi, puliti o meno, per creare buzz attorno al proprio profilo.

Massimo ha presentato l’esperimento di direct mailing più truculento degli ultimi anni, cioè l’operazione “web marketing horror”.
Un invito ad indirizzi “freddi” a scaricare un sagace e-book ha causato una consistente risposta per Web Marketing Garden, l’azienda che si occupa di corsi sul marketing nella rete. Il tutto basato sull’insight che vendere corsi dal titolo “Web Marketing” - “Web Writing”… è sicuramente serio ma non dà alla giornata lavorativa del nostro target quello che spesso manca - un sorriso.

Simonetta e Sara Camera di FullSix hanno illustrato l’operazione “Liberi per Natura” realizzata per Mulino Bianco con l’art direction di Beppe Bizzarro. Il “caso” è l’application per Facebook sulla “Friend Compatibility” che ha attirato l’interesse di più di 500.000 persone in un mese, con più di 1000 fan. Si tratta anche qui di un uso sapiente di Facebook, secondo gli ingredienti

    1. presenza discreta della brand
    2. leva su argomento intrigante (quanto sei compatibile con i tuoi amici?)
    3. lingua italiana

Roberta Losco di Microsoft ha portato qualche dato su Facebook

    5.000.000 di profili in Italia, in crescita
    Geolocalizzazione spostata verso il Nord e specialmente Milano
    Media di 30 minuti di permanenza
    Età 25-34
    30% degli utenti italiani lo consulta da mobile

Alex Brunori di MRM ha citato l’esperienza di Chris Max, ancora in corso, che sta dando grandi soddisfazioni grazie ad un misto di successo spontaneo e presenza tabellare su Facebook. Sempre secondo il principio di trasparenza che risulta vincente in questi casi.

Luca Comino di FullSix ha ricordato un’altro esperimento che la brand Fonzies ha acconsentito ad avviare, la pagina ufficiale di Fonzies nata fra l’altro per ospitare le gallery dell’iniziativa Be Original. Per questo progetto, l’appeal è dovuto al fatto che si tratta della pagina ufficiale della brand, e si vede.
In casi come questo la situazione ideale si verifica quando l’azienda cliente dà mandato all’agenzia di aggiornare la pagina senza approvazioni continue, in modo da rispettare il “ritmo” di aggiornamento tipico dei social media.

Sulla cena, che dire… abbiamo dovuto mangiare in due tavoli diversi, che non è molto “social”… ma è stata un’esperienza unica ugualmente, visto che al mio tavolo si sono incontrate, oltre a Rosanna ed Eva Bassi di Profero, le due “new entry” del CS (entrambi invitati su mia segnalazione, devo dire con soddisfazione) Alex Brunori e Giuseppe La Spada, e che il livello di interesse della conversazione è stato molto alto spaziando dalla comunicazione digitale, all’arte visuale e ai synth analogici.

E che come al solito Rosanna si è fatta rimproverare dal ristoratore, stavolta per non aver detto per tempo che la tagliata cotta alla grand-guignol non andava bene solo DOPO averla vista e non prima.

11 December 2008

Installazione geniale

Filed under: Generic, Creative Culture - Agency.com Staff @ 15:57

O’clock: 500 orologi che, due volte al giorno, rivelano una frase.
Bellissimo!

Joshua Davis

Filed under: Visions, Tutorial, Creative Culture, Design - Agency.com Staff @ 15:01

Da guardare. Quando il codice incontra l’arte. O viceversa.


10 December 2008

Andy Hobsbawm al TED

Filed under: Visions, Creative Culture - Agency.com Staff @ 09:52

Andy H. (ogni volta che lo scrivo, sudo) presenta The Green Thing al TED. Applausi.


16 October 2008

Creative Social ottobre - “Non ne ho limoni… ti spacco la faccia”

Filed under: Visions, Bullshit, Viral, Creative Culture, Creative Social - Agency.com Staff @ 13:29

La puntata del 14 ottobre del Creative Social si è svolta martedì 14 ottobre negli uffici di Ogilvy in via Lancetti (a fare gli onori di casa, Roberta Rossi di Ogilvy Interactive) e ha avuto come tema la “lingua” della creatività digitale.

Gergo esoterico per stordire i clienti, inglese più o meno maccheronico per giustificare vuoti semantici o conoscitivi, o sistema linguistico richiesto da una competenza, come in ogni ambito tecnico?

La proposta di creare un Wiki (e anche di stamparlo come “dizionario”, anche se per la mutevolezza che contraddistingue il settore, andrebbe fatto frequentemente, sempre in “beta version” come ricorda Roberta) della comunicazione digitale ha incontrato sostenitori e scettici, gli uni nell’ottica educativa verso i clienti, gli altri con l’idea che tanta informazione possa essere confusiva o forse inutile (se alcuni interlocutori non capiscono niente prima, non è con un’ennesimo strumento informativo che inizieranno a capire).

Padrona della prima parte della serata l’espressione “viral”, nelle sue accezioni varie (chi lo usa in modo improprio per definire un contenuto, spesso il cliente, e chi per designare un meccanismo di diffusione, in modo corretto, o chi non lo usa per niente perché ne è stomacato, ancora più comprensibile).

Su altre “parole del digitale” si sono scambiate opinioni e aneddoti, come ad esempio “engagement”, rilevando come a concorrere nella confusione intervenga il doppio filtro dell’inglese prima che del “digitese”. Urge comunque fare chiarezza, perché emerge dalla discussione che queste parole cominciano ad essere incluse nei contratti come punti di valutazione, e quindi è necessario avere una definizione quanto meno condivisa. Qui, mi viene in mente, potrebbe nascere la vera funzione “sociale” del Wiki ufficiale dei creativi digitali italiani: come glossario di riferimento in sede di stesura contrattuale.

Rimane, di fondo, l’impressione comune che, a parte alcuni casi non necessariamente isolati, il problema di base non sia ancora alzare il livello qualitativo della creatività, ma, ad un gradino più basso, convincere i clienti a fare cose che non capiscono ancora.

Da qui il titolo: alcuni ricordano ancora come chi sceglie di lavorare con la comunicazione digitale non possa farlo nella totale ignoranza, esattamente come per comprare le gomme all’ipermercato, almeno cos’è il diametro lo devo sapere.

Mi direte, e perciò, i limoni? Per spiegare, devo come al solito fare un riferimento alla cena conclusiva della serata, ancora una volta offerta da Microsoft. Questo per citare lo stile di CRM del Gianni Borelli, patron dell’altra Isola. Alla domanda di Rosanna Orlando, che con una cotoletta davanti aveva gentilmente chiesto del limone, ha risposto con la frase del titolo, aggiungendo (sic) “Sta qua non è mica la cotenna che ti fa la mamma, sta qua è fatta al burro” dimostrando forse come dobbiamo rispondere al cliente che ci chiede “il video viral perché non ha budget”.
(Anche se noi l’abbiamo appena fatto. Ma l’avevamo proposto noi…)

6 October 2008

Q&A su LinkedIn

Filed under: Second Life, Community, MySpace, Creative Culture, Facebook - Agency.com Staff @ 10:04

Per chi è iscritto a LinkedIn, ho trovato (solo) oggi una nuova fonte di conoscenza, che sono le Q&A. Ognuno può abilitare le sue Q&A nel proprio profilo. Può rispondere a domande che gli vengono fatte direttamente, o scegliere di rispondere a domande random che si trovano postate “nel nulla”. Il risultato è che ci sono migliaia di risposte su tanti argomenti da tutto il mondo.
Ho trovato (così) un blog con un po’ di case history di campagne “sociali”, NowIsGone.

Stefan Sagmeister on what he has learned | Video on TED.com

Filed under: Visions, Creative Culture, Design - Agency.com Staff @ 09:58

Sono d’accordo soprattutto con l’ultima affermazione, “Complaining is silly. Better act or forget.” Belle le “slides”, ci vuole un po’ per realizzarne di simili,…

30 September 2008

Filed under: Second Life, Community, MySpace, Creative Culture, Facebook - Agency.com Staff @ 17:26

Per chi è iscritto a LinkedIn, ho trovato (solo) oggi una nuova fonte di conoscenza, che sono le Q&A. Ognuno può abilitare le sue Q&A nel proprio profilo. Può rispondere a domande che gli vengono fatte direttamente, o scegliere di rispondere a domande random che si trovano postate “nel nulla”. Il risultato è che ci sono migliaia di risposte su tanti argomenti da tutto il mondo.
Ho trovato (così) un blog con un po’ di case history di campagne “sociali”, NowIsGone.

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