il punto

16 December 2008

Creative Social dicembre

Filed under: Creative Social - Agency.com Staff @ 18:25

Ieri sera gli uffici di FullSix hanno ospitato il Creative Social di dicembre. In quest’occasione abbiamo rispolverato il pattern “That’s me that is”, routine del CS internazionale, in cui i partecipanti presentano se stessi con una recente case history.

Per motivi di tempo ieri non tutti i partecipanti hanno presentato, abbiamo avuto i contributi di Maurizio Mazzanti (E3), Simonetta de Brumatti (FullSix) e Massimo Carraro (Monkey Business).
Presto in un gruppo di Spaces sarà possibile vedere i documenti, io riassumo brevemente ciò che mi è rimasto impresso.

Maurizio ha presentato la “vita digitale” di “Walter Tching“, un utilizzo molto sapiente di Facebook in cui un profilo attivato con scopi di marketing (la promozione di un rum figiano) corrispondeva ad una persona reale, utilizzata per gli eventi on field, che aveva autorizzato l’agenzia alla pubblicazione del proprio profilo. Animando il profilo in modo realistico, rivelando senza problemi la finzione quando il patto fra utenti e “personaggio” si incrinava o era a rischio di conseguenze (es.: Walter era oggetto di richieste di appuntamenti), Walter ha costruito una tribù di italiani e figiani che hanno attivato la conversazione intorno alla marca.
Interessante lo spunto tratto da AllFacebook riguardo ai trucchi, puliti o meno, per creare buzz attorno al proprio profilo.

Massimo ha presentato l’esperimento di direct mailing più truculento degli ultimi anni, cioè l’operazione “web marketing horror”.
Un invito ad indirizzi “freddi” a scaricare un sagace e-book ha causato una consistente risposta per Web Marketing Garden, l’azienda che si occupa di corsi sul marketing nella rete. Il tutto basato sull’insight che vendere corsi dal titolo “Web Marketing” - “Web Writing”… è sicuramente serio ma non dà alla giornata lavorativa del nostro target quello che spesso manca - un sorriso.

Simonetta e Sara Camera di FullSix hanno illustrato l’operazione “Liberi per Natura” realizzata per Mulino Bianco con l’art direction di Beppe Bizzarro. Il “caso” è l’application per Facebook sulla “Friend Compatibility” che ha attirato l’interesse di più di 500.000 persone in un mese, con più di 1000 fan. Si tratta anche qui di un uso sapiente di Facebook, secondo gli ingredienti

    1. presenza discreta della brand
    2. leva su argomento intrigante (quanto sei compatibile con i tuoi amici?)
    3. lingua italiana

Roberta Losco di Microsoft ha portato qualche dato su Facebook

    5.000.000 di profili in Italia, in crescita
    Geolocalizzazione spostata verso il Nord e specialmente Milano
    Media di 30 minuti di permanenza
    Età 25-34
    30% degli utenti italiani lo consulta da mobile

Alex Brunori di MRM ha citato l’esperienza di Chris Max, ancora in corso, che sta dando grandi soddisfazioni grazie ad un misto di successo spontaneo e presenza tabellare su Facebook. Sempre secondo il principio di trasparenza che risulta vincente in questi casi.

Luca Comino di FullSix ha ricordato un’altro esperimento che la brand Fonzies ha acconsentito ad avviare, la pagina ufficiale di Fonzies nata fra l’altro per ospitare le gallery dell’iniziativa Be Original. Per questo progetto, l’appeal è dovuto al fatto che si tratta della pagina ufficiale della brand, e si vede.
In casi come questo la situazione ideale si verifica quando l’azienda cliente dà mandato all’agenzia di aggiornare la pagina senza approvazioni continue, in modo da rispettare il “ritmo” di aggiornamento tipico dei social media.

Sulla cena, che dire… abbiamo dovuto mangiare in due tavoli diversi, che non è molto “social”… ma è stata un’esperienza unica ugualmente, visto che al mio tavolo si sono incontrate, oltre a Rosanna ed Eva Bassi di Profero, le due “new entry” del CS (entrambi invitati su mia segnalazione, devo dire con soddisfazione) Alex Brunori e Giuseppe La Spada, e che il livello di interesse della conversazione è stato molto alto spaziando dalla comunicazione digitale, all’arte visuale e ai synth analogici.

E che come al solito Rosanna si è fatta rimproverare dal ristoratore, stavolta per non aver detto per tempo che la tagliata cotta alla grand-guignol non andava bene solo DOPO averla vista e non prima.

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