il punto

24 July 2008

Creative Social - luglio

Filed under: Creative Culture, Creative Social - Agency.com Staff @ 23:29

Si è tenuta il 23 la riunione di luglio del Creative Social, in una sala del Connection Building di via Leto Pomponio, ospiti noi di Agency.com.

Il tema erano i rich media e quindi, oltre a rimarcare per l’ennesima volta la nostra campagna “sociale” per stimolare la cultura dei rich media in Italia, è sembrato naturale invitare qualcuno di Eyeblaster per mostrare lo stato dell’arte. Questo qualcuno si è materializzato in Joseph (Joe) Caston, Creative Account Manager di Eyeblaster Italia, una delle aziende leader nel settore delle soluzioni rich media. Joe ci ha raccontato (nel suo fantastico accento anglo-umbro!) un po’ della sua esperienza, dalla Londra pionieristica del 98 all’arrivo in Italia, l’esperienza in Multiplayer.it (se ricordate, uno dei primi portali a fornire autonomamente soluzioni rich e spettacolari come la home page che si deforma, ecc.) fino all’entrata in Eyeblaster poco più di un mese fa.

Dopo una introduzione chiarificatrice sul lessico dei rich media (differenza fra “polite” e “rich”), la presentazione dei lavori (visibili sulla piattaforma di showcase di EB) ha portato con sè un utile riassunto dei principali pregi dei rich media,

    La possibilità di creare attenzione invadendo solo “on demand” lo spazio del contenuto
    La capacità di creare intrattenimento con la presentazione di video (esempio)
    L’opportunità di creare interazioni interessanti come ad esempio un gioco del calcio da un banner all’altro (esempio)
    La tendenza ad occupare tutti gli spazi “superflui ma visibili” (area dello sfondo) anche con elementi interattivi (esempio)

Joe ha continuato invitando i creativi a richiedere e analizzare i dati di utilizzo dei banner, per essere in grado di progettare interazioni sempre migliori, e ha ricordato che il superato criterio metrico del “clickthrough” dovrebbe essere sostituito dal tempo di permanenza “nel” banner, che indica un’interazione volontaria e consapevole e un’esperienza di marca ottenuta senza costringere ad abbandonare il portale del publisher.

Inoltre, due interessanti trend dei rich media sono la possibilità di inserire widget all’interno dei banner e la possibilità di condividere con un click il contenuto di un banner nel proprio profilo in tutte le principali community, piattaforme di blogging, instant blogging etc. (tasto “share”)

Giada di Microsoft ha sollecitato i creativi presenti a indicare quali potessero essere i margini di miglioramento nella situazione italiana e Manuela di Agency ha ricordato come una collaborazione ben coordinata fra centri media e agenzie potrebbe fare la differenza. Personalmente ho ricordato la recente esperienza presso un cliente in questo senso “illuminato” (Nissan) che pretende la presenza di agenzia “off line”, agenzia digitale e centro media ad ogni riunione per non causare disallineamenti operativi.

La mia affermazione riguardo al fatto che giustifico sempre meno (invecchiando ho sempre meno pazienza) la poca consapevolezza dei clienti sul mondo digitale (alla fine è chi ha il portafoglio in mano che può fare la differenza) ho scatenato un divertente intervento “polemico” da parte di Gabriele di LBi, che ha puntualizzato come, da purista di un’interazione “no logo”, auspicasse la tendenza dei banner a diventare “imploding” piuttosto che “expanding”. Maurizio di E3 ha ricordato che come nell’off line, i numeri danno ragione all’esistenza dell’advertising, e se no che ci staremmo a fare? Se no andiamo tutti a lavorare in settori alternativi come, non so, il packaging industriale…

Anche grazie all’intervento del “poliziotto buono” di Icon, Juan, siamo giunti alla conclusione che è sempre più necessario pensare ai banner (e a tutta la comunicazione, ormai) come veicoli di contenuto interessante e rilevante, per uscire definitivamente dall’era dell’interruzione ed entrare in quella dell’engagement.

La robusta cucina pugliese del Muciaccia ha fatto finire il tutto letteralmente a… taralli e vino riappacificandoci con le frange più polemiche, grazie anche alla puntualizzazione di Simona di Agency che ha ricordato che noi siamo stati credo gli unici a “spegnere” un banner e le home page dei siti per invitare da parte di Eni al risparmio energetico… non è un banner imploso ma poco ci manca. Il tutto dopo aver ingannevolmente indotto Gabriele a ordinare un piatto al di fuori delle sue possibilità alimentari…

-Nicola

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