Il lato oscuro del Web 2.0
Come tutti coloro che "predicano e razzolano" il Web 2.0 per scelta consapevole e non per moda dovrebbero sapere, un risvolto comune a tutto ciò che è "open" è la perdita del controllo, delle certezze, delle verità.
La parola "oscurantismo" dovrà fortunatamente essere bandita dai vocabolari, perché una categoria dominante potrà sempre meno imporre una cultura o un’informazione inquinata, ma l’ansia aumenta, perché tutto è nelle mani di tutti.
Solo chi ha il coraggio di esporsi alla manipolazione totale dei contenuti, perché pensa comunque che la voce dei propri valori sia sempre più forte di qualunque opposizione, onesta o non onesta, può permettersi il Web 2.0. E penso soprattutto alle aziende.
Un esempio in cui il beneficio della libertà è bilanciato dal problema della malafede è il caso del "crowdhacking".
