Internet Stats
Un vecchio amico ci segnala i dati di una nuova indagine su Internet commissionata da una nota banca d’affari americana.
Qui un sunto del report:
http://admaiora.blogs.com/maurolupi/2007/02/la_rivoluzione_.html
Buona lettura!
Un vecchio amico ci segnala i dati di una nuova indagine su Internet commissionata da una nota banca d’affari americana.
Qui un sunto del report:
http://admaiora.blogs.com/maurolupi/2007/02/la_rivoluzione_.html
Buona lettura!
Che il web sia il regno dell’anarchia si sapeva già, ma che anche i pochi vincoli dettati dalle cosidette licenze CC (Creative Commons) non garantiscano un corretto utilizzo dei lavori altrui mi infastidisce assaje. Su Flickr.com è possibile utilizzare un tool chiamato "Inspector" che ti dà la possibilità di rintracciare via rss tutte la pagine di blog e simili che contengono riferimenti ai propri lavori. Ho provato il tool e ho scoperto la presenza dei miei lavori su decine di blog in tutto il mondo. Pur avendo scelto questa opzione CC:

… non ho mai ricevuto richiesta di conferma all’utilizzo dei lavori. Dovrei contattare tutti i blogger e i siti? Dovrei denunciarli? Cosa otterrei? Nulla… Il difetto dell’UGC sta nella totale impossibilità di controllo. Vuoi far conoscere il tuo lavoro al mondo senza il tramite di istituzioni, label etc.? Considera che il tuo lavoro non è tuo, è della rete, e la rete può farne ciò che vuole.
Per chi vuole informarsi meglio sulle licenze CC in Italia:
Così sarà possibile trasferire il (dis)ordine della propria scrivania anche nel desktop del proprio computer. La dimostrazione anche in versione hip-hop.
Invece di blaterare a vanvera
, leggiamo un po’ di dati su Second Life.
Questo sì che è un prodotto utile, degno dell’ormai ossessionante Web 2.0! Ci eravamo dimenticati della sua esistenza quando un amico ce l’ha segnalato. Qui si possono costruire delle "grammatiche" e caricarle sul sito, per consentire agli utenti di generare automaticamente qualunque enunciato linguistico che possa essere riconoscibile in quanto aderente ad una serie di regole (ad esempio nomi di gruppi metal, o di canzoni blues, o payoff pubblicitari…)
Divertitevi.
Come fare a comunicare il concetto di "crystal-clear audio"? È il problema che ha affrontato Agency.com London, nel promuovere un nuovo software per le chiamate over-IP di British Telecom che ha una qualità audio superiore. La soluzione è stata questa. Da sperimentare solo se avete un microfono.
Online sta fiorendo una quantità di siti di networking per rispondere alla domanda di socialità on line (e-socialità…?). Sempre meno tempo per incontrarci veramente. Se MySpace, vi sembra troppo generalista, ecco i siti per i diversi target…
Downelink, per giovani gay
Vampirefreaks, per i dark
Last.fm, per trasformare la radio in tool personalizzabie e personalizzato dalle playlist di ognuno
Blackplanet, per afroamericani
Gaiaonline, per fans di giochi e anime
…o perlomeno, qualcuno potrebbe pensare che è la summa di ciò che i banner hanno fatto fino ad oggi (aiutare chi è dotato di capacità cerebrali inferiori a certificare con se stesso che questa cosa è vera cliccando su un elemento interattivo possibilmente ingannevole, regalando un preziosissimo "clickthrough"). Questo banner porta ad un sito che ti consente di calcolare il tuo Q.I., anche se dà indicazioni sul Q.I. di chi l’ha fatto… altissimo e irraggiungibile se l’ironia è voluta, a livello cantina se è il risultato di una ingenua operazione di ricerca di attenzione.

Per procedere a un’analisi, questo è veramente un banner "Web 1.0":
La Dell ha deciso di lanciare Direct2Dell, un "think tank" per la generazione di nuove idee di prodotto; una community in cui ognuno può dire la sua sullo sviluppo e lo svolgimento di temi diversi. La brand viene affidata alle mani dei consumatori una volta di più, anche se c’è chi ci avverte che questa procedura non è vincente per tutti. Certe marche non se lo possono permettere, e l’effetto boomerang sarebbe disastroso. Immagino ad esempio se provassero le Ferrovie dello Stato, ehm, Trenitalia volevo dire… o le Poste Italiane…
Ancora una battuta di arresto nell’evoluzione del Web verso una rete di contenuti: Google ha perso una causa in Belgio perché aggrega e diffonde (con il servizio News) notizie senza autorizzazione. Sacrosanto, da un punto di vista morale e legale… ma controproducente nell’inarrestabile evoluzione dei tool che organizzano, indicizzano, e soprattutto rendono disponibili i contenuti della rete… chi ha ragione?
Get free blog up and running in minutes with Blogsome
Theme designed by Janis Joseph